Inverno
Radicarsi e germogliare: la ciclicità della stagioni come modello per ripartire.
“On air: Sanctuary- Tamino (feat Mitski)”
Mentre scrivo Gennaio è finito da qualche giorno.
Contro l’idea comune che lo vede come un mese lunghissimo, infinito, semplicemente mi sono voltata ed era già svanito.
Eppure l’ho sentito in ogni suo singolo giorno: ne ho respirato prima l’aria fredda e tagliente, poi quella umida che ti abbassa la schiena e gli occhi. Ho messo nel salvadanaio ogni secondo di luce che si aggiungeva alla coda della sera, annusato il bosco.
Per la prima volta dopo tanti anni ho percepito questo periodo come una parentesi sospesa, forse perché mi sono opposta a quell’idea di ripartenza che per molti coincide esattamente con l’inizio del mese.



C’è qualcosa nella nostra concezione di tempo che stride con quello che ho davanti ai miei occhi ogni giorno: mentre le piante sono in uno stato di quiescenza, le loro radici avanzano, affondano piano, piano nel terreno, trovano spazio, cercano sostegno, nutrimento.
Le gemme sui rami iniziano lentamente a gonfiarsi, fanno tesoro della luce che Gennaio inizia a regalarci.
L’inverno è una stagione fatta di silenzi e possibilità, animali e piante più sapienti di noi, rallentano, si preparano.
Fanno tesoro di questa pace.
Così quest’anno ho scelto: non ho preparato nessuna lista di buoni propositi, non ho comprato un’agenda per iniziare a pianificare, mi sono concessa il lusso di non esserci e indubbiamente è stato il regalo più grande che potessi farmi per iniziare a percorrere questo 2025.
Io sono Primavera, ma ringrazio per l’Inverno.
Mentre dentro gli scampoli di una vecchia me dibattevano ancora tra loro su quanto questo fosse giusto o sbagliato, leggere lo stesso pensiero tra le parole di Nina Gigante mi ha fatto sentire più vicina a quel “tornare a volermi bene” che mi prometto da tempo.
Gennaio è iniziato e io l’ho lasciato scorrere.
Persa tra il dentro e il fuori, la testa e il cuore tra le nuvole. Al caldo, avvolta nella mia coperta di pensieri.
Briciole
Nell’orto
Gennaio è stato un mese pieno di imprevisti poco piacevoli, a dimostrazione che non c’è nulla di lineare nel tempo e che pianificare può servire solo in alcuni ambiti della nostra vita.
Come piante e animali non possiamo far altro che prepararci, ma non c’è nulla di completamente evitabile.
Ammetto che non è stato facile dominare i momenti di sconforto, ma in questo la natura mi tiene in equilibrio.
Ho iniziato a ripulire l’orto, a raccogliere quello che resta.
L’inverno è carta bianca e memoria: è adesso che possiamo iniziare a contribuire al paesaggio con potature e nuovi trapianti. Gennaio mi dà il tempo per guardarmi intorno: è proprio quando la terra sembra svuotata che riesco a fare disegni di quello che verrà.
Quando la scorsa primavera abbiamo spostato il ricovero delle nostre galline si è liberato un angolo di giardino.
Trovo sempre inadeguata la definizione di giardino in questa parte di campagna: qui dov’è la prevalenza è data da ciò che è spontaneo è difficile inserire l’elemento umano senza che questo possa sembrare fuori luogo o forzato.
Negli anni ho imparato che i giardini progettati su carta, quell’immacolati e sempre perfetti, non fanno parte di me e nemmeno di questo angolo di mondo (non è un caso se ci siamo scelti a vicenda).
Così ho iniziato a immaginare questo nuovo spazio leggendo e ascoltando consigli di professionisti che avessero un pensiero affine. Se la scorsa stagione ho dato la priorità a bulbi e semi, con grandi fioriture di papaveri e camomilla, quest’anno ho voluto osare un po’ d più, mettendo a dimora qualche pianta erbacea.
Il risultato al momento è ancora del tutto in divenire e va bene così. Non ho intenzione di progettare tutto per filo e per segno, preferisco lasciare al tempo e alla natura l’occasione per insegnarmi qualcosa.
La Stanza del Pane
Esattamente come per le piante, un’apparente quiete non equivale all’immobilità: dopo le settimane di chiusura natalizia e un ozio ben dosato ero davvero pronta a ripartire, con nuove proposte e nuove idee ancora da sviluppare.
In un attimo la Stanza del Pane ha ripreso a profumare di malto e zucchero caramellato, quel profumo che tanto amano le persone quando varcano la sua soglia.


Link, appuntamenti e altre briciole
Se ti sei ritrovata in questo post, leggere le parole di Nina sarà come dare ulteriore luce a un pensiero che già ti appartiene. Qui trovi il link diretto al post di cui parlavo.
Come ogni anno la terza domenica del mese di Febbraio, in piazzetta Santo Spirito a Firenze si terrà la Fierucola dei semi e dopo tanto tempo si avvera il mio sogno nel cassetto di poterla visitare! Così, se anche tu come mai sei una appassionata di scambi di semi e piccoli mondi rurali, con questo appunto spero di farti da promemoria. Io ci sarò!
Professionisti con un’anima: se stai cercando un vivaio dove trovare ispirazione e buone piante allora Carla è la la persona che stai cercando. Vivaio Terraluna è una piccola azienda agricola che produce piante perenni e graminacee da seme o talea.
Tra gli abbinamenti vincenti di Gennaio nella Stanza del Pane ci sono i due lievitati che ti ho raccontato qui sopra: olive e za’atar, crema di zucca, cime di rapa e bufala.
Puoi replicare facilmente queste focacce utilizzando come base la ricetta della pizza che trovi qui.
L’impasto varia sempre di poco: con un’aggiunta di semola per focacce più croccanti o una piccola percentuale di farina integrale per impasti che conquistano naso e palato.
Sempre a proposito di lievitati spero sarai felice di sapere che ho iniziato a pubblicare le nuove date dei corsi di quest’anno.
Per il momento rimangono i moduli attivi sono gli stessi dello scorso anno: corso base e corso avanzato. Il primo è interamente ha una durata più lunga ed è dedicato al pane con lievito madre, mentre il secondo, più breve, è dedicato principalmente a pizze e focacce.






Ti stai già “volendo bene”, come dici tu. Credimi: l’inizio è già iniziato (e per tutto il resto, sono qui ♥️)
“Io sono Estate ma ringrazio per l’Inverno” semicit
Queste briciole sono incredibilmente affascinanti, ma le foto mi hanno proprio rapita. Sono magiche, c'è il tempo sospeso dell'amore e della cura